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team: Fabrizio De Bartolomei - Rosalba Bimonte - Francesco Capodanno


Fabrizio De Bartolomei
Fin da ragazzo viaggia in Italia e in Europa scoprendosi interessato al confronto con altre realtà e culture prediligendo lo spostamento in autostop che gli permette di incontrare persone dei più diversi ambiti sociali ed interessi.
Consegue la maturità scientifica e si laurea in Giurisprudenza e consegue il Diploma presso il Liceo Artistico di Pescara si trasferisce a Roma iscrivendosi all'Accademia di Belle Arti; dopo poco si trasferisce alla facoltà di Sociologia, interessandosi soprattutto agli studi antropologici e mass mediatici.

In questi anni inizia ad avvicinarsi alla fotografia ed al reportage antropologico. Inizia una serie di lunghi viaggi: un anno in Centro America spostandosi dal Nord del Messico al Nicaragua.
In questo 'viaggio mistico' ha contatti con stregoni e sciamani del Nuovo Mexico e della Sierra.

Al rientro in Italia inizia a coltivare in modo più maturo la sua passione per l'espressione attraverso la fotografia ed il video, strumenti che diventeranno una nuova chiave di lettura dei mondi visitati e di riflessione sulla propria appartenenza culturale; alcuni eventi casuali che lo portano a contatto con fotografi professionisti, quali Massimo Camplone, Massimo Giancristoforo, Machiel Botman e Sergio Camplone, e video makers impegnanti in diversi settori.

Viaggia per un anno attraverso India, Bangladesh e Nepal, tra esperienze che segneranno profondamente ed indelebilmente il suo animo e la sua sensibilità, consolida il suo interesse per il 'racconto attraverso la luce' nel tentativo di evocare la sensazione irripetibile del momento, oscillando tra il visibile e l'invisibile, dove l'immagine diventa un pretesto, un punto di partenza verso un'analisi più approfondita e critica su ciò che ci circonda e su noi stessi.

In Italia organizza alcune mostre fotografiche e proiezioni video (Kathakali - Namasté - Induendo), collaborando con associazioni di volontariato umanitario e cercando di sensibilizzare il pubblico attraverso la diffusione delle tradizioni.

Di nuovo alla volta dell'estremo oriente attraverso Corea del Sud e Mongolia realizzando, grazie anche alla collaborazione con il musicista 'Globster', 'Duetto metropolitano', (menzione speciale della giuria al 'Mestre Film Festival), e 'Ger to ger. Dalla città alla steppa' (menzione speciale della giuria al 'Genova Film Festival), un documentario musicale sulle popolazioni nomadi mongole.
Viaggia per 5 mesi in Vietnam e Laos, seguendo le tracce di molteplici minoranze etniche e tribù di montagna sugli Altopiani Centrali, interessandosi alle sorti di queste popolazioni sofferenti da molto tempo e soprattutto a causa della guerra con gli USA ed oggi messe al margine della società e con scarsa tutela dei diritti umani. Frutto di questa esperienza sono: 'Muiné, come in un sogno', un lavoro fotografico ambientato in un villaggio vietnamita, 'L'occhio è più grande della pancia', un documentario sul concetto di benessere rispetto alla civiltà occidentale sulle immagini di un villaggio di pescatori del sud del Vietnam e 'Minor Portraits - Ritratti Minori', un documentario sulla condizione della minoranze etniche in Vietnam e Laos.

Si trasferisce a Genova dove collabora con 'Ma.G.Ma.’, un'associazione culturale, e 'OndeVideo', uno studio video, che si interessano di video documentazione.

Inizia ad occuparsi di didattica dell'immagine realizzando a Genova, Roma e Pescara laboratori sull'audiovisivo ('Leggere la Televisione') nelle scuole realizzando video che annualmente partecipano a concorsi e alcuni dei quali ottengono riconoscimenti e premi.

Collabora nella realizzazione di 'La bussola dei sapori', una serie di video sulle culture extraeuropee (Asia, Nord Africa, America del Sud) attraverso il fil rouge della cucina.

Collaborando con altri artisti crea il 'progetto aperto' Visualdrome finalizzato alla produzione di opere dove l'arte tende a mettere in comunicazione entità ed emozioni lontane nel tempo e nello spazio, innescando sensibilità e attenzione verso una particolare situazione; un mezzo per andare ad incidere in ambienti e stati d'animo con l'obiettivo di risvegliare una riflessione positiva ed attiva rispetto ad un particolare aspetto della storia, della cultura e della società umana.

Entra in contatto con 'Atelier du Non-Faire', un atelier di indirizzo artistico all'interno dell'ospedale psichiatrico 'Maison Blanche" a Parigi e realizza 'Inclure', un lavoro fotografico sull'ambiente dell'atelier stesso. Da questo lavoro nasce l'interesse verso il mondo della salute mentale che lo porta ha realizzare 'La seconda occasione', un video di interviste a Professionisti impegnati nel settore, operatori, utenti e familiari.

Partecipa e presiede le attività dell'Associazione SINESTESIS con la quale organizza un ciclo di proiezioni sul rapporto individuo-ambiente e un concorso video di 24h.

Attualmente risiede a Palermo dove sta realizzando un progetto di docufiction basato sulla narrazione autorappresentativa all'interno di un CPA (Progetto 'AltroLab' –
http://www.visualdrome.net/altrolab/index.html).